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venerdì 6 ottobre 2017

Dove passare l'inverno con la barca

E' terminata un'altra stagione estiva. Molti gli ospiti e gli amici che hanno scelto di passare le loro vacanze a bordo del Grande Zot . Vi ringrazio tutti per aver condiviso con me la passione e la bellezza del navigare a vela su una barca classica come il Grande Zot. Quest'anno sopratutto ho avuto il piacere di avere a bordo ospiti non solo italiani ma francesi, brasiliani e spagnoli. Tutti meravigliati dalla bellezza della Sardegna e dell'Arcipelago di la Maddalena e della Corsica. Abbiamo deciso di passare l'inverno all'isola d'Elba precisamente a Porto Ferraio. Luogo incantevole e con il marina in un'ottima posizione vicino al centro storico. Il trasferimento da Cannigione all'isola d'Elba tutto a motore sempre con il vento in prua da nord est. Il Mediterraneo è cosi. All'arrivo a Porto Ferraio con grande piacere mi ormeggiano a destra dell'Aleph la gemella del Grande Zot a bordo rivedo Gionata il suo comandante.
Passeremo l'inverno facendo la normale manutenzione che una barca cosi richiede.
Alba con l'isola di Montecristo all'orizzonte

 Il Grande Zot in banchina con l'Aleph

martedì 12 settembre 2017

Passione e lavoro

Un'altra stagione estiva di charter o noleggio o vacanza in barca a vela si voglia chiamare è terminata.
Spero di aver trasmesso a qualcuno la passione del navigare a vela e del Mare. Abbiamo navigato nell'arcipelago della Maddalena e il sud della Corsica visitando isole dalla natura incontaminata. Ovviamente posti cosi belli e unici come: Caprera, Budelli, Razzoli, Santa Maria, Lavezzi, Cavallo e isola Piana ad agosto erano un po affollati, visto anche l'incremento del turismo quest'anno in Sardegna. Le nuove conoscenze a bordo del Grande Zot sono state tante e interessanti e spero di aver trasmesso loro quello che io provo quando navigo. In questo lavoro cerco di metterci tutta la mia passione e conoscenza del Mare e a volte penso ai grandi marinai come Moitessier, Dumas, Tabarly, ai loro racconti che tanto hanno contribuito alla mia passione per il navigare, ma sopratutto un piccolo passo dell'Odissea che cita cosi: Egli dunque col timone guidava destramente. Seduto: ne il sonno gli cadeva sugli occhi Guardando le Pleiadi, Boote che tardi tramonta, e l'Orsa che chiamano anche col nome di carro, che ruota in un punto e spia Orione: é la sola esclusa dai lavacri di Oceano. Gli aveva ingiunto Calipso, chiara fra le dee, di far rotta avendola a manca. Chissà dove navigava Ulisse per vedere quel cielo. Io per ora mi accontento delle mie stagioni estive e del mio navigare.http://www.vacanza-barca-vela.it/     

venerdì 5 maggio 2017

Navigare in barca a vela in Sardegna



Manca poco all'estate ma navigare in barca a vela in Sardegna a inizio stagione è un'esperienza unica. I profumi nell'aria non sono quelli dell'estate, i colori e il silenzio privilegio di pochi. Il Grande Zot dopo le manutenzioni invernale è pronto alla boa a Stintino da dove a giugno inizieremo i nostri programmi di crociere scuola e vacanza. Navigheremo lungo l'Asinara per poi fare rotta nel sud della Corsica e nell'arcipelago della Maddalena. Nuovi amici a bordo del Grande Zot e il rincontrarsi con gli altri di ritorno dalla stagione invernale nei Caraibi, amici dalla Sicilia e altri in Sardegna. Tra poco si salpa visitate i nostri programmi sarete i benvenuti a bordo.  


mercoledì 19 aprile 2017

Navigare in barca a vela ai Caraibi

Vacanze in barca a vela ai Caraibi

La stagione estiva con la nostre proposte di vacanza in barca a vela in sardegna è terminata. E' vero che possiamo continuare a navigare in inverno in Mediterraneo, ma credo che sogno di molti sia una vacanza in barca a vela nei Caraibi d'inverno. Navigare ai Caraibi significa scoprire isole lussureggianti, dai paesaggi molto diverse tra loro, le popolazioni e le tradizioni e soprattutto, significa navigare in oceano.
Normalmente nei Caraibi si naviga sottovento rispetto all’aliseo che soffia più o meno costante da est/nord-est a quelle latitudini, e le isole stesse ci riparano quindi dal vento. Ma i passaggi da un’isola all’altra, che possono essere più o meno lunghi a seconda degli itinerari scelti, sono navigazioni in aliseo vere e proprie: bellissime, con quel soffio costante che in Mediterraneo (tranne in pochi paradisi come nel nord Sardegna e il sud della Corsica) ci sogniamo.
Intorno alle punte estreme delle isole, infatti, può capitare che il vento rinforzi e che il mare si ingrossi, e non sono infrequenti i groppi: arrivano veloci portati dall’aliseo e sono rischiosi tanto in navigazione che all’ancora. Ci sono anche una serie di peculiarità dei luoghi, diciamo così, da tenere presenti: poche, pochissime luci, navigare di notte richiede una conoscenza accurata dei luoghi ed è comunque poco raccomandabile sottocosta. Le barche dei pescatori locali sono senza luci. Tutto sommato, quindi, meglio affidarsi a skipper esperti come Saverio che conosce i Caraibi e la sua barca che è attrezzata per navigare in sicurezza.
Fatte queste premesse, navigare ai Caraibi è un’esperienza che decisamente vi consigliamo di fare. A parte la bellezza di passare qualche giorno al caldo mentre da noi fa freddo e c’è la nebbia, la barca a vela è l’ideale per scoprire le isole e per scoprirne tante in un solo viaggio. Si può veleggiare tra le Grenadines, un gruppo di isole di diverse grandezze, la più piccola, Mopion di sabbia bianca con un ombrellone piantato nel mezzo situata nella parte più meridionale del Mar dei Caraibi a poche miglia da Union Island e che sembrano fatte apposta per la vela. Più a nord le Antille francesi: Mayreau, Canouan, Mustique, Bequia, Martinica. Sempre verso nord meno battute la Dominica, Guadalupa, che offrono ancora scorci poco turistici e riserve marine eccezionali per lo snorkeling come quella di Jacque Cousteau( la mandure in Guadalupa). Le nostre crociere in barca a vela nei Caraibi ci porteranno a navigare nelle Indie occidentali britanniche: Antigua, Barbuda e le Isole Vergini con: Tortola, Virgin Gorda, sono famose per le loro lunghissime spiagge bianche e rosa, e per i bagni con le tartarughe marine incontri frequenti nuotando in questo mare meraviglioso.
Isole Vergini

Virgin Gorda


domenica 9 aprile 2017

Stintino

Finalmente dopo tanti giorni di cantiere per ultimare i lavori di manutenzione al Grande Zot mi sono concesso un giorno di riposo. Così sono andato a visitare Stintino e il porto dove ormeggerò il Grande Zot e da dove partiranno le nostre prime crociere di Giugno. Non venivo a Stintino da molto tempo e con molto piacere ho notato che l'antico borgo di pescatori e maestri d'ascia ha reso più visibile al turista la sua identità. Su alcune facciate delle case troverete foto di pescatori anzi tonnaroti, del rais e delle loro storie. In questo periodo poi Stintino è bellissima silenziosa, pulita e accogliente.

Stintino la Pelosa


Tonnaroti al lavoro

sabato 25 marzo 2017

Armo aurico o bermudiano

Ho letto un articolo del grande Gian Marco Borea sulla particolarità dell'armo aurico e navigando con il Grande Zot
ne ho potuto apprezzare le caratteristiche. Sembra complesso ma è semplice.
(Continua a leggere se hai piacere) 
Schooner Yacht Grande Zot

martedì 21 marzo 2017

Sara incrocia il Grande Zot in Sardegna


di Sara Teghini


La prima volta che ho visto il Grande Zot è stato nelle Bocche di Bonifacio: navigava al lasco verso la Sardegna, tutte le vele del suo armo aurico a riva, gonfie, la sua linea slanciata che tagliava le onde - una meraviglia per gli occhi. “Omero, ma quella che barca è?” ho chiesto. E Omero ha cominciato il suo racconto… “Quello è il Grande Zot. È una barca storica”. Il racconto comincia più di 30 anni fa, quando Giancarlo Toso entrò nello studio di Carlo Sciarrelli, e gli chiese di progettare una barca.

Ma la storia del Grande Zot in realtà comincia ancora prima, negli anni delle grandi navigazioni e delle battaglie navali negli oceani di tutto il mondo tra le flotte inglesi e francesi. La velocità era la chiave di molte spedizioni, più o meno legali, e gli inglesi già dalla fine del 1600 utilizzavano delle navi a due alberi armate con vele auriche e un fiocco a prua - le golette o, nella rivisitazione americana, schooner. Erano navi veloci, manovriere, poco costose da costruire e mantenere: perfette per la consegna di ordini alle flotte, il trasporto della posta, la pesca e anche il contrabbando.

Quando la Royal Navy inglese cominciò a scorrazzare per il Mediterraneo cercando di sconfiggere Napoleone le golette cominciarono a diventare popolari anche in Italia, tanto che alla fine del 1800 pare rappresentassero la stragrande maggioranza delle piccole e medie imbarcazioni che solcavano i nostri mari.

Il Grande Zot è ispirato a queste storiche imbarcazioni, forse le uniche che soddisfacevano entrambe le richieste che Giancarlo Toso avanzò quando entrò nello studio di Sciarrelli: voleva una barca bella, e che costasse poco. E qui, se si vanno a leggere la pagine che il grande progettista dedica al Grande Zot nel suo libro “Lo Yacht”, si scopre che la motivazione dietro alla scelta di progettare una goletta vecchio stile è profondamente tecnica. Ma quando si ha a che fare con un pensiero fuori dal comune come quello di Sciarrelli, la tecnica è spesso molto vicina alla poesia…

Per costare poco la barca doveva essere costruita in ferro, affrontando le difficoltà progettuali che il peso del ferro pone - difficoltà progettuali che Sciarrelli “liquida” con un ragionamento semplice: se la barca pesa come quelle di 100 anni fa, deve avere una carena come quelle di 100 anni fa - “Se i dati con i quali si imposta la progettazione sono gli stessi degli antichi, vengono fuori le barche degli antichi. Non erano mica stupidi una volta i bravi, come non sono stupidi i bravi di adesso”. E fu così che il progetto del Grande Zot nacque come un progetto poco costoso, ma non per questo meno elaborato: scafo lungo e stretto per risparmiare sul peso e sulle attrezzature, alberi bassi e inclinati per risparmiare sul sartiame, paranchi per risparmiare sui verricelli.  

Ma il basso costo non ha avuto alcun impatto sulla bellezza del progetto, perché la filosofia di Sciarrelli non si curava tanto del costo, quanto del valore: “Nella trappola insidiosissima, che se non si hanno i soldi per una barca bella ma costosa bisogna accontentarsi di una brutta ma economica, ci si cade non per povertà, ma per volgarità”. E nonostante il Grande Zot sia stato costruito un po’ rozzamente, non ha niente di volgare: le vele allungate oltre la prua da un bompresso lunghissimo, il bordo libero basso, una velatura imponente e un fascino straordinario che resiste al tempo e alle mode.

Giancarlo Toso ha cominciato a farla lavorare, prima in Mediterraneo e poi ai Caraibi, arricchendo la storia del Grande Zot di mille aneddoti: la sua prima traversata, raccontatami da un membro dell’equipaggio che ha navigato con noi sulla Freya ai Caraibi, la sua mitica marinaia, ricordata da tutti, i complimenti di Eric Tabarly, i lavori di ammodernamento per dare al Grande Zot almeno qualche tocco di modernità - un motore e un impianto elettrico.

E la storia del Grande Zot continua oggi grazie a Saverio, il suo armatore e comandante. Certo, tutti sono innamorati della propria barca, ma per amare una barca così difficile ci vuole una passione grandissima, che a Saverio non manca: e con amore fa navigare il Grande Zot come se il tempo non fosse passato.
Grande Zot in Sardegna